Giorni rubati

Il punto di partenza nella creazione di questo lavoro è stato il terribile incidente subito da un giovane operaio nostro amico: Era uno di quegli autunni caldi, che fanno fatica a lasciare strada all’inverno. era martedì e già pensavo a quello che avrei fatto la domenica. Quella domenica non è mai arrivata e non arriverà mai più. Ora tu fermati e dimmi: sei felice? No, non tra cinque anni, non tra dieci. Adesso, ora – dimmi: tu sei felice? È qui che comincia la storia di Giammarco M. che una sera di novembre del 2006 – a soli 37 anni – è rimasto schiacciato sotto un cancello di 600 chili che gli ha spezzato la schiena e tolto per sempre la possibilità di camminare. La storia di Giammarco è la storia di tanti (troppi) altri. È la storia di chi ha dovuto re imparare tutto, rivedere tutto, riscoprire tutto. È la storia di una lotta personale che vuole diventare anche una lotta comune, perché si parli di questo problema tremendo, di queste tragedie che ogni giorno colpiscono il mondo del lavoro, come una sorta di guerra sotterranea che nessuno vuol vedere o di cui vuol sentire parlare.

Hanno detto…

1 Comment

  1. Nessun vincitore alla fine, come ormai hollywood ci ha abituato, ma un uomo che nonostante la rabbia, o forse proprio attraverso questa, costruisce una sua strada nuova.
    Nessun pietismo, nessuna ipocrita concessione a visioni edulcorate. Il calore di una carezza o un bacio “anche senza la lingua” hanno un valore di per sé ma non vogliono nascondere la rabbia per una normalità irrimediabilmente compromessa…inutilmente rubata.
    “caminante no hay camino se hace camino al andar”
    Se si può dare un senso ad un infortunio…beh, non si può fare meglio di così.

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